La nostra storia

La storia dell’Avis Comunale di Commessaggio si caratterizza per il forte radicamento nel territorio comunale che l’ha portata, nel tempo, a divenire punto centrale della vita della comunità la quale, nel corso degli anni, si è sempre impegnata a garantirne la sopravvivenza.

Avis Comunale di Commessaggio nasce grazie all’iniziativa di alcuni donatori costretti a recarsi in altri paesi per svolgere la propria attività di donazione. L’attività di donazione viene fatta grazie a un automezzo attrezzato dell’Avis Provinciale, denominato “autoteca”, che si reca ogni tre mesi a Commessaggio per prelevare le donazioni. La chiamata avviene tramite il passaparola o cartolina. La prima convocazione dell’assemblea dei soci si svolse il 6 maggio 1966 con la presenza di 23 iscritti.

La votazione svoltasi in detta sede, porta alla formazione del primo organo direttivo. Presidente: Sanfelici Mario, vice:Pavesi Dino, segretario: Lasagna Steno, consiglieri: Pirotti Renzo e Santelli Giancarlo. Collegio dei probi-viri: Bonfatti Ennio, Sanguanini Mario, Castoldi Giuliano. Revisori dei conti. Ferrari Alberto, Pasquali Luigi, Carpi Giancarlo.

Sin dalla costituzione l’Avis Comunale manifesta un forte carattere di radicamento nel territorio. Vengono da subito organizzati pranzi annuali (a cui sono invitati sia i donatori che parenti ed amici) sia attività di promozione della donazione del sangue nelle scuole (mostre di disegni per i bambini delle elementari; dono, ad ogni bambino di 5° elementare, di un dizionario) sia manifestazioni sportive (organizzazione di gare ciclistiche).

Nel 1971 le donazioni cominciano ad essere effettuate nella sala ambulatorio comunale grazie alla collaborazione del medico condotto di Commessaggio che, volontariamente si rende disponibile ad aiutare l’Avis Commessaggio. Inoltre cominciano ad essere effettuate alcune visite a tutela dei donatori come l’elettrocardiogramma.

Nel frattempo si sviluppa anche l’attività sociale dell’Avis Comunale di Commessaggio: vengono organizzate le prime feste Avis aperte a tutta la cittadinanza. Nel Giugno 1971 viene organizzata la prima gita sociale a Salsomaggiore, mentre l’anno successivo viene organizzata una gita di due giorni a Nizza e Montecarlo con pernottamento a Sanremo, a cui prendono parte più di cento persone.

Dal 1974 in avanti vengono organizzate a Bocca Chiavica le feste dell’AVIS sull’aia. All’organizzazione si provvede con mezzi di fortuna: cucine montate sotto il fienile, con quattro assi, tavole e panche avute da scarti di una mensa aziendale;  gli abbeveratoi della stalla usati come frigoriferi per l’acqua e il vino. Il ballo si svolge proprio sull’aia al suono di una radio stereo in quanto l’orchestra era già allora troppo costosa. I pranzi sociali di quel periodo finiscono sempre in autentiche goliardate. Infine è doveroso ricordare che nei primi anni settanta, durante il periodo natalizio, la sezione provvedeva ad allestire il presepe mobile creato dal cav. Giuseppe Tenca (“il Castagnola”) e gentilmente dato in gestione all’Avis. Il poliedrico artista Commessaggese (pittore e decoratore) aveva costruito un presepe di 20-25 mq di superficie in cui i vari personaggi collegati da fili, cinghioli ed ingranaggi erano in continuo movimento, dando vita a svariate attività quotidiane e tutto ciò creava un forte impatto scenografico. La sezione ne gestì per tre anni la manutenzione e l’istallazione in tre diverse città: Mantova, Parma e Cremona. Tutto questo servì a propagandare e a dare lustro all’Avis commessaggese incrementando altresì le entrate del bilancio economico.

A partire dal 1983 Avis Comunale trasferisce la sua attività di donazione nella scuola elementare del paese dove sono disponibili due locali. La donazione avviene con le stesse modalità degli anni precedenti anche se si riducono nel numero; si evolvono anche gli esami clinici che divengono più approfonditi  e che causano la cancellazione di alcune decine di donatori che, se pur sani, risultarono positivi ai nuovi test previsti per l’idoneità. Con il pensionamento del bidello, l’Avis ne occupa l’appartamento (attuale biblioteca comunale). Il piano terra diviene la sede e il primo piano la sala donazioni. Tutto questo dura fino al 1996 quando si torna di nuovo in piazza Italia presso gli edifici comunali. Sempre nel 1996 si passa alla raccolta del sangue per flaconi ed Avis Provinciale mette a disposizione un medico per agevolare l’attività donazionale.

Nel corso dell’anno 1987, il direttivo decide di adottare un nuovo metodo per reclutare nuovi donatori: a tutti i neo diciottenni viene inviato un avviso, con il quale si comunicava che con la maggiore età, oltre a tante altre attività, è possibile anche iniziare a donare. Prassi interrotta dopo alcuni anni e ripresa nel corso del 1998 attraverso una lettera studiata appositamente. Di pari passo si evolvono anche le attività aggregative. Nel giugno 1980 nasce il 1° torneo notturno di calcio targato Avis. In certe serate, le partite vengono direttamente commentate, tramite altoparlante, dal vice presidente di sezione. Verso la fine degli anni ‘80, il torneo viene aperto anche ai bambini delle scuole elementari e ai ragazzi delle medie. Successivamente viene allestita anche una serata dedicata alle ragazze o donne. Sempre in quel periodo si rende necessario un intervento sull’impianto di illuminazione del campo sportivo oramai fatiscente. La sezione Avis si è fatta carico dell’acquisto di nuovi pali di ferro e di nuovi fari. Il lavoro manuale di scavo e d’impiantistica è stato fatto dagli avisini, e col passare del tempo si è dimostrato efficiente e ben riuscito, in quanto è tutt’ora in uso.

Le Feste dell’Avis Comunale continuano fino al 1985 quando, per problemi legati alla struttura dove si svolgono, non vengono più organizzate annualmente ma subiscono delle interruzioni. Vengono inoltre organizzati tornei di calcio e altre manifestazioni per favorire l’avvicinamento dei giovani del territorio all’Associazione e garantire così il ricambio generazionale dei donatori. Altre manifestazioni sono rivolte ai piccoli (festa della befana).

Negli anni novanta nasce la collaborazione con la società sportiva di Breda Cisoni “gli amici del ciclismo” e che porta per diversi anni ad organizzare presso la zona artigianale del paese gare di ciclismo riservate a bambini e ragazzi. Nel 1991 nel giorno dell’Epifania parte una nuova manifestazione con il tradizionale falò della “vecchia che brucia” integrato dalla distribuzione di vin brulé e ceci e completata con la lotteria di beneficenza ricca sempre dei più svariati premi. Nasce una nuova iniziativa, a dimostrazione che all’Avis la fantasia è di casa: la gita in montagna con barbecue in pineta. In questi anni le più rinomate località trentine vengono toccate tutte. Nel Dicembre 1991 nasce una nuova manifestazione: la cotechinata. E’ l’occasione, pre-natalizia, per degustare in compagnia cotechini, cicciole, formaggi ecc., e partecipare a ricche tombolate. Nel Maggio del 1992 in collaborazione con la locale Pro-loco viene organizzata una biciclettata a Sabbioni: l’iniziativa è durata però solo un paio d’anni. Più di cento biciclette lasciano il paese per raggiungere Sabbioni, dove presso l’oratorio viene allestito il punto di ritrovo. I responsabili delle due associazioni preparano il pranzo a base di costine e salsicce e sono organizzate gare di calcio, briscola e ramino.

Gli anni trascorsi dal 1999/2000 ad oggi, hanno visto l’Avis particolarmente impegnata a tutti i livelli, nell’adeguare la propria organizzazione alle mutate esigenze di sicurezza e di garanzia per la salute del donatore e del ricevente. Il profondo cambiamento è dovuto alla pubblicazione di nuove normative che hanno richiesto in particolare di garantire una donazione sicura e di consentire il buon uso del sangue. Anche nel mondo Avis si è iniziato ad affrontare seriamente tutto ciò che i termini “Sicurezza” e “Qualità” comportano: una serie di regole da rispettare, requisiti minimi da ottenere per i Punti di Raccolta (PdR), procedure da attivare al fine di garantire un risultato efficiente. Con l’entrata in vigore della nuova normativa, il Dipartimento di Medicina Trasfusionale ed Ematologia di Mantova, riduce i PdR associativi da 78 a 22 introducendo il concetto, di “punto di raccolta aggregato”. Una riorganizzazione, probabilmente doverosa, che non è stata semplice da attuar. I dirigenti delle Avis di Base che devono chiudere il proprio Punto di Raccolta o aggregarsi ad altri Punti di Raccolta, offuscati dalla legittima paura di perdere i propri donatori a causa del trasferimento, non sono riusciti in prima battuta a cogliere gli obiettivi che con quel progetto si è auspicato raggiungere. Avis Commessaggio ne è stato un esempio. Nel 2001 il Direttivo uscente delibera all’unanimità di non volersi aggregare bensì di voler mantenere vivo il PdR di Commmessaggio. E nel 2003, dopo solo un anno dall’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, Avis Commessaggio inaugura il proprio Punto di Raccolta, idoneo ad una donazione sicura secondo le nuove normative. Non è stato facile in quegli anni far fronte a tutto ciò che la legge richiedeva, ma dirigenti avisini, donatori e cittadini di Commessaggio in genere, non si sono spaventati: ancora una volta dimostrano di saper lottare per mantenere un “qualcosa” che li faceva sentire uniti, complici ed orgogliosi del proprio paese. Tutti decidono di rimboccarsi le maniche: avisini e non avisini, s’impegnano economicamente ed offrendo la propria manodopera, nella ristrutturazione del Punto di Raccolta che, ancora oggi, rappresenta un orgoglio non solo per la nostra Associazione ma per tutta la comunità del nostro paese.

Quegli anni hanno coinciso anche con l’inizio di una “nuova era” per l’Avis in senso generale. In particolare:  a livello Provinciale viene introdotta la pianificazione della chiamata alla donazione, al fine di consentire un ottimale utilizzo del sangue raccolto e ridurre il numero delle sacche non raccolte per scadenza; a tal fine, Avis Commessaggio, decide di acquistare un cellulare e di effettuare la chiamata con un “sms” anziché con una cartolina cartacea; questo consente un contatto diretto con l’avisino ed una risposta sicura alla donazione. Inoltre, Avis Commessaggio dal 2004 attraverso un semplice collegamento internet, è in grado di utilizzare il programma “emonet”, adottato da Avis Provinciale, per la gestione associativa dei donatori.

Da sottolineare anche il fatto che da diversi anni la nostra Avis vanta la presenza di un proprio Direttore Sanitario, medico di tutti gli avisini, e di  due infermiere volontarie che effettuano la loro attività sanitaria gratuitamente, ovvero lasciando ad Avis il compenso a loro spettante.

Tuttavia, le novità non finiscono qui. Dopo dieci anni ci siamo ritrovati di nuovo a leggere, interpretare, recepire nuove normative che in modo sempre più complicato, tornano a parlare di Qualità e Sicurezza. L’unica differenza dagli anni 2000 sta nel fatto che tale rivoluzione normativa riguarda tutta l’Italia in quanto si tratta di Direttive Europee, recepite da un Accordo Stato-Regioni che, a cascata, coinvolgono tutte le Province: nuove regole parecchio stringenti che n on riguardano solo la raccolta del sangue, ma tutto il Sistema Trasfusionale nel suo complesso: dalla chiamata del donatore, alla donazione, alla validazione e lavorazione della sacca, all’utilizzo della stessa e quindi alla trasfusione al paziente.

In particolare, ci vengono richiesti requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi, il cui raggiungimento richiede investimenti importanti, non solo economici, ma anche di formazione, conoscenze, risorse umane, che ha portato Avis Provinciale a ritenere doverosa una riorganizzazione dei Punti di Raccolta attuali. Di conseguenza ci si trova di fronte ad un ulteriore e significativo cambiamento, molto simile a quello subito solo pochi anni fa. Tuttavia, nonostante i dirigenti Associativi siano nel frattempo cambiati, il metodo è rimasto pressoché lo stesso, ed è con grande rammarico che constatiamo quanto Avis Provinciale Mantova sia stato “impositore” di una scelta; anziché cercare di realizzare un progetto discusso e condiviso con le Avis di Base ha pubblicato un disegno già approvato senza considerare dubbi, perplessità, proposte, di chi quella scelta dovrà metterla in atto. Il “disegno” di cui si parla consiste infatti nel’”Aggregazione”, ovvero nell’accorpamento dei Punti di Raccolta attuali (oggi “Articolazioni Organizzative Territoriali, AOT”), necessario a raggiungere l’Accreditamento entro il termine stabilito dalle nuove normative: il 31.12.2014.

E’ importante sottolineare che la necessità di riorganizzare i 27 PdR dislocati sulla Provincia di Mantova è stata capita, anche se a malincuore, da diversi Presidenti e Consigli Direttivi delle Avis di Base, compresa la nostra. Quello che si critica è il metodo, il percorso che Avis Provinciale ha intrapreso per arrivare all’esito finale: a nostro avviso lungo, poco trasparente, basato sulla scarsa informazione, fatto di silenzi e riunioni “qua e là”, organizzate forse più per far credere ai Presidenti di essere coinvolti che non per coinvolgerli propriamente.

Il Consiglio Direttivo di Avis Commessaggio ha sempre sostenuto di voler fare il possibile per mantenere aperto il proprio Punto di Raccolta, ma questo non significa che non fosse in grado di capire le problematiche e/o di condividere altre scelte, se oggettive ed uguali per tutte le Avis della Provincia. Oggi infatti Avis Commessaggio dona presso l’AOT di Campitello, così come previsto da Avis Provinciale, ed insieme si sta facendo il possibile per garantire la risposta al fabbisogno di sangue richiesto oltre che un buon servizio ai donatori. Al riguardo è da sottolineare il prezioso lavoro dei nostri volontari, di gran lunga superiore rispetto al precedente, che svolgono sempre con passione e dedizione nonostante la situazione che si è creata. Infatti, dopo più di un anno di discussioni, critiche e malumori dovuti si alle difficoltà che le nuove normative comportano ma soprattutto all’atteggiamento esclusivamente dirigenziale e per niente associativo di Avis Provinciale che non ha mai ascoltato le Avis di Base creando anche differenze di “trattamento” fra le stesse, si è creato un clima parecchio teso, difficile, associativamente parlando…molto triste.

Oggi la sfida, faticosa ma assolutamente importante, è quella di affrontare il cambiamento che stiamo subendo cercando di non perdere di vista il grande obiettivo di Avis: donare il sangue SEMPRE, OVUNQUE e SUBITO!

PRESIDENTI DI AVIS COMMESSAGGIO A PARTIRE DALLA FONDAZIONE:

  1. SANFELICI MARIO
  2. ELVIRA SANGUANINI
  3. MARIO CALEFFI
  4. COMINI TONINO
  5. ALESSANDRO SARASINI
  6. CALEFFI DANIELA